“La vita di un uomo puro e generoso è sempre una cosa sacra e miracolosa, da cui si sprigionano forze inaudite che operano anche in lontananza.”

HERMANN HESSE

Una strada qualunque, di un giorno qualunque. In questa storia non contano molto luoghi e tempi, ma gli spazi e le distanze sì, sono importanti.

Raccontano di A., che un giorno decide di passare a salutarci in negozio per gli auguri di Natale. Prima di noi, però, A. non rinuncia all’immancabile caffè nel bar accanto, che tante volte è stato rifugio e casa. Le chiacchiere con il barista, gli sguardi che si fanno abbracci in quest’anno impossibile, la mascherina che offusca ma non cancella la gioia di stare insieme.

A. è felice, perché ha imparato a godere delle piccole cose, delle persone che rendono i giorni migliori. La sua felicità, però, viene offuscata non appena lo incontriamo: si accorge di aver perso il portafogli. Molti tra noi hanno vissuto quella sensazione di smarrimento, di violazione del nostro privato che un oggetto tanto piccolo e tanto importante può provocare, se smarrito o rubato.

portafogli smarrito

Ad A. succede proprio questo: non si rassegna, percorre la strada all’inverso, torna negli stessi luoghi, spalanca gli occhi su dettagli insignificanti. Tutto il suo impegno non serve: il portafogli non si trova.

Con uno stato d’animo caratterizzato da un misto di dispiacere e rassegnazione, A. chiama sua moglie per comunicarle quello che gli è successo. Dovranno rifare tutti i documenti, bloccare le carte di credito. A ridosso delle vacanze e con tutti i divieti agli spostamenti che ci sono in questi giorni non sarà facile, pensa A.

Ma c’è una cosa che lo addolora più di tutte. Nel portafogli conservava una vecchia foto dai bordi ingialliti e indefiniti, una delle poche foto con i suoi genitori e suo fratello, lui ancora bambino, in una vecchia cucina che non esiste più, in una casa che non gli appartiene più. Nessuna banconota ha lo stesso valore di quella fotografia.

Dopo aver sbrigato altre commissioni, con aria sommessa A. torna alla macchina parcheggiata proprio di fronte all’entrata principale del nostro negozio. Guardiamo distrattamente oltre la vetrina e lo vediamo parlare al telefono con qualcuno. Sarà la banca, pensiamo. Invece, in pochi istanti la tristezza sul volto muta e si trasforma in sorriso, in felicità, in bellezza dirompente.

A. torna da noi per raccontarci cosa gli ha appena comunicato sua moglie.

Tre ragazzi hanno percorso l’intera città, dall’Eur al quartiere Flaminio, per restituirgli il portafogli. Lavorano e vivono non lontano da qui, lo hanno trovato a terra e aprendo i documenti hanno individuato l’indirizzo di casa. Sono originari del Bangladesh, non hanno un mezzo di trasporto proprio, hanno preso tre autobus per essere certi di riconsegnare il portafogli al legittimo proprietario. Lo stesso faranno per tornare a casa. Non hanno voluto nessuna ricompensa, specificando che le lacrime di gioia della moglie di A. hanno valso tutta la fatica.

A. potrà abbracciare sua moglie, tenendo tra le mani quella foto di famiglia, e lasciare che la gentilezza degli uomini lo salvi, ci salvi, ancora una volta.

In quest’anno così diverso, abbiamo pensato di mettere da parte lustrini e stelle, per raccontarvi che il mondo può essere, anche dopo tutto quello che abbiamo vissuto, un posto bellissimo.

Buon 2021 dal Gruppo L’Opera.

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