Ci sono molti modi per raccontare e celebrare la Festa della Donna.

Alcuni la ritengono un retaggio ormai desueto di una società maschilista, altri la considerano un momento importante, invece, per ricordare non tanto quello che è stato fatto finora ma soprattutto ciò che andrebbe fatto ancora per ridurre le disuguaglianze di genere.

Il Gruppo L’Opera si impegna da sempre in questo campo, il nostro team è a maggioranza femminile, e in azienda siamo molto attenti alla valorizzazione del lavoro, senza distinzione alcuna.

Quest’anno abbiamo scelto un modo diverso per festeggiare: abbiamo chiesto alle nostre ragazze di raccontarci quale donna, nel campo dell’architettura e del design, le ha ispirate e le ispira tuttora nel loro lavoro.

Fabbrizia e Annachiara: Gae Aulenti.

L’architetto Gae Aulenti a Palazzo Grassi di Venezia nel 1986 – ph. Gorup de Besanez

Fabbrizia.

Mi ha sempre affascinato poiché si è sempre contraddistinta da quello che, negli anni 50, era il razionalismo. Ha cavalcato il filone del Neoliberty di quegli anni, impegnandosi nella ricerca di recuperare i valori storici del passato, unendoli a quelli del costruito esistente. Erano gli anni del “ricostruire” e lei lo ha fatto con questa grande capacità (che mi ha sempre affascinato) di fare architettura unendola in stretto contatto con l’ambiente urbano esistente.
Non c’è mai una stonatura forte nei sui progetti, si fondono con l’esistente.
Grande designer, direttrice artistica di Fontana Arte, una azienda storica che realizza soprattutto lampade ma che ha progettato anche gli showroom per Olivetti. Ha collaborato con molti designer, primo fra tutti Piero Castiglioni.”

Gae Aulenti mi ispira così:

“Mi fa imbestialire la ghettizzazione in genere. A cominciare da chi dice: come architetto ho preso una donna.”

“La storia aveva creato una tabula rasa, bisognava ricollegare i fili interrotti, scavare in profondità. Questo è stato il nostro dopoguerra e non so bene perché lo abbiamo chiamato Neoliberty.”

Annachiara.

il mio personaggio femminile di riferimento è Gae Auelnti, designer e architetto italiano, particolarmente dedita al tema dell’allestimento e del restauro architettonico.

Gae Aulenti mi ispira così:

“Noi lavoriamo con tre cose: gli spazi, la luce soprattutto diurna, ma anche notturna, e l’architettura; poi c’è la luce come disegno, come strumento di puntualizzazione architettonica e la luce come fatto funzionale integrato come nei musei, dove fa parte della progettazione, non solo del desiderio, ma della necessità.”

Alessia e Carmen: Zaha Hadid

Zaha Hadid – Ph. Virgile Simon Bertrand

Carmen.

Il mio personaggio femminile è Zaha Hadid, scomparsa a Marzo del 2016. E’ stata una tra gli esponenti più influenti del decostruttivismo, il suo modo di intendere l’architettura è stato volto all’avanguardia e alla sperimentazione.

Zaha Hadid mi ispira così:

“L’architettura è davvero benessere.Penso che la gente voglia sentirsi bene in uno spazio. Da un lato si tratta di un riparo, dall’altro si tratta anche di un piacere.”

Alessia.

Segno: è la prima donna a riuscire realmente ad affermarsi a livello mondiale in un campo che privilegia ancora molto le figure maschili. È stata la prima donna a vincere il Premio Pritzker nel 2004 e questo ha significato un cambiamento che resterà indelebile.

Potenza: le sue opere mi trasmettono un enorme senso di forza, la capacità e soprattutto la consapevolezza che la materia, le forme, le strutture possono essere decomposte fino all’estremo dando vita a nuove forme irregolari che non spaventato, ma suscitano ammirazione. Il caos e l’instabilità diventano un pregio, una potenza inarrestabile.

Dedizione: tutto ciò che è riuscita a creare nella sua vita non è solo un dono ma è il frutto di un lungo percorso pieno di amore e passione ma anche di sacrifici e dolori, che non si può percorrere senza una grande volontà e una continua ricerca di se stessi.

Zaha Hadid mi ispira perchè mi aiuta a guardare oltre i miei limiti.

Roberta: Eileen Grey.

Eileen Gray nella sua casa di rue de Bonaparte nel 1970 via Ledge Mag.

Eileen Gray è nata in Irlanda nel 1878. L’indipendenza e l’originalità del suo pensiero e del suo agire disegnano un percorso personale e artistico del tutto particolare.

Eileen Gray mi ispira così:

“L’arte deve essere il prolungamento della vita.”

Questa frase scritta da Gray nel 1929, racchiude il senso più profondo e autentico della sua ricerca: dai primi lavori come artigiana e artista della lacca, al design, fino agli ultimi sui progetti.

 

Continueremo a coltivare la bellezza dello spirito femminile nell’architettura, per celebrarne l’importanza ogni giorno.

Buona Festa della Donna da tutto il Gruppo!

Pin It on Pinterest

Share This
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: